LETTURE

Questa biblioteca virtuale, in costante aggiornamento, consente di (ri)scoprire testi importanti sull’etica antispecista.
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LE BASI DELL’ANTISPECISMO

LIBERAZIONE ANIMALE – PETER SINGER

Fin dalla sua prima pubblicazione nel 1975, questo libro è diventato il testo di riferimento per il movimento animalista. Ha rivelato a milioni di persone le atroci sofferenze che le industrie alimentari e cosmetiche impongono agli animali, risvegliando la consapevolezza dello specismo, uno dei più grandi pregiudizi nella storia dell’uomo. Se ancora permane una diffusa crudeltà istituzionalizzata verso gli animali, non è per indifferenza, ma per ignoranza: se tutti sapessero cosa avviene negli allevamenti intensivi, nei mattatoi e in alcuni laboratori, moltissimi rivedrebbero le loro convinzioni. Peter Singer, che negli anni ha costantemente aggiornato quest’opera, passa in rassegna la spaventosa realtà delle «fattorie industriali» e la spietatezza della vivisezione, spazzando via ogni falsa giustificazione e proponendo un coerente sistema etico e sociale antispecista, che riconosca a ogni essere vivente il diritto di non soffrire. Liberazione animale, ormai un classico dell’etica applicata, è un appello a estendere al nostro rapporto con le altre specie i princìpi di decenza, equità e giustizia: una lettura indispensabile tanto per i sostenitori dell’animalismo quanto per gli scettici. (dal sito de Il Saggiatore)

“La capacità di provare dolore e piacere è una condizione non solo necessaria ma anche sufficiente perché si possa dire che un essere ha interessi − come minimo assoluto, l’interesse a non soffrire.” (Peter Singer)

GABBIE VUOTE- TOM REGAN

Il più famoso aforisma del movimento animalista, espresso da Jeremy Bentham, recita: «La domanda non è: Possono ragionare? e neppure Possono parlare?, ma Possono soffrire?».Oggi le principali industrie di sfruttamento animale e i governi di tutto il mondo sostengono di trattare gli animali umanamente? Gabbie vuote sfata questo mito.

Gabbie vuote demolisce l’immagine negativa che i media danno dei difensori dei diritti animali, smaschera la retorica disonesta del trattamento umano? Sostenuta da chi sfrutta gli animali nei più svariati contesti e spiega come la legislazione attualmente vigente sia disegnata per favorire la crudeltà  istituzionalizzata.
Con uno stile semplice e allo stesso tempo elegante, Tom Regan, il più importante portavoce filosofico del movimento per i diritti animali, propone uno scioccante libro-denuncia degli abusi subiti dagli animali, offrendo così un contributo fondamentale e duraturo, che ha modificato profondamente la sensibilità  e la cultura occidentale verso gli animali. (dal sito di Sonda)

“Se i nostri antenati e le nostre antenate avessero accettato lo status quo, se avessero girato le spalle a chi chiedeva maggiore uguaglianza, molti afroamericani sarebbero ancora ridotti in schiavitù e le donne non avrebbero ancora il diritto di voto. […] pratiche sociali consolidate non solo possono essere cambiate, ma sono cambiate. Certo, mai senza combattere.“ (Tom Regan)

ANTISPECISMO 2.0

LIBERAZIONE TOTALE – STEVEN BEST

Dal punto di vista degli animali il “progresso” è regresso, la scienza è sadismo, l’umanismo è barbarie e i “lumi” della Ragione portano tenebre e follia.

Il punto di vista animale offre una nuova prospettiva per una rilettura critica della storia umana, delle origini della gerarchia, della guerra, della violenza e delle crisi sociali ed ecologiche. Permette di guardare alle persone e alla società in modo nuovo riconoscendo nell’Homo sapiens la specie violenta, dominante, assassina e autodistruttiva che spesso siamo.
Il nostro dominio sulla natura ha origine dallo sfruttamento dell’uomo sugli animali.  Per ripristinare un equilibrio tra tutti gli esseri del pianeta è necessaria una politica di liberazione totale – una rivoluzione culturale e sociale – che scardini tale sistema di dominio attraverso un’alleanza fra i diversi movimenti per la liberazione umana, animale e della Terra.
La difesa della Terra richiede un’azione immediata, occorre cambiare radicalmente i nostri valori, identità, visioni del mondo, sistemi economici, istituzioni sociali e politiche, e le relazioni tra di noi, con gli altri animali e con tutta la Terra. (dal sito Ortica Editrice)

“Gli abolizionisti del diciannovesimo secolo respinsero l’idea di un “trattamento umano” degli schiavi ritenendolo illogico e privo di senso a partire dal presupposto che la istituzioni schiaviste fossero intrinsecamente crudeli e deumanizzanti. Discorsi simili, come “l’uccisione compassionevole” sono altrettanto assurdi poiché non esiste un modo “compassionevole” di rubare e violare la vita di un animale. Nessun colpo di proiettile mirato con precisione nella testa di un animale garantisce la pretesa di una forma di dignità o “responsabilità” morale, nemmeno alcun “miglioramento” che le riforme vorrebbero applicare alle pratiche di smembramento degli animali mentre sono ancora coscienti e vigili.” (Steven Best)

PROPOSTE PER UN MANIFESTO ANTISPECISTA – ADRIANO FRAGANO

Il progetto del Manifesto antispecista nasce nel 2007 fornendo al pubblico una prima proposta di testo generale, con il preciso intento di divenire un punto d’incontro per discutere di antispecismo nella sua accezione più ampia del termine.
Lo scopo ultimo del progetto è quello di contribuire alla redazione di un Manifesto Antispecista il più compiuto possibile, che possa proporre al pubblico una serie di principi e di punti salienti, che permettano a chi è sensibile a tali tematiche di potersi orientare e di poter fornire il proprio consapevole contributo alla lotta per la liberazione Animale.
Lungi dal voler imporre dogmi o stilare principi assoluti, la volontà di chi ha creato tale progetto è solo ed esclusivamente orientata alla proposta, al confronto ed alla crescita di una nuova coscienza antispecista, finalmente coadiuvata da fondamenta teoriche solide e condivise. (dal sito NFC)

L’idea che l’Umano possa disporre a proprio piacimento di ogni altro essere vivente, è profondamente radicata. Da tempo, però, è in atto una lotta affinché gli interessi primari degli Umani e degli altri Animali, vengano posti sulle stesso piano in nome di un ideale di uguaglianza tra le specie.” (Adriano Fragano)

QUESTIONI DI SPECIE – MASSIMO FILIPPI

Questo libro non è, e non vuole essere, un altro manifesto antispecista ma, più modestamente, un contributo per porre le basi di un pensiero politico radicale in grado di mettersi all’ascolto di ciò che l’immenso dolore animale ha da dirci.

In risposta all’animalismo da talk show, questo libro sostiene una tesi molto chiara: lo sfruttamento e la messa a morte dei corpi animali sono parte integrante dell’ideologia e delle prassi di potere. La società in cui viviamo utilizza la carne dei non umani (e di chi a questi è equiparato) come materiale da costruzione per le sue architetture gerarchiche, al fine di riprodurre la struttura sacrificale su cui si erge. La risposta a questo orrore non può che tradursi in un antispecismo politico; un antispecismo che dovrebbe ibridarsi con le acquisizioni teoriche e pratiche degli altri movimenti di liberazione e, al contempo, guadagnare credibilità per smascherare l’antropocentrismo che in quelle acquisizioni si annida. Il movimento antispecista non è più chiamato a dimostrare l’inconfutabile sofferenza degli animali, ma a interrogarsi su come realizzare la liberazione dei corpi sensuali. È da qui che potrebbe prendere forma un movimento politico capace di non farsi assorbire nel ventre del sistema. (dal sito elèuthera)

Non parliamo forse di guerre e di stragi come carneficine? E delle ricadute delle sempre più aggressive operazioni finanziarie in termini di macelleria sociale? Non discutiamo, in maniera più o meno accesa, di come bisognerebbe allevare i figli? In quanti, quando usano queste espressioni, pensano fino in fondo al significato di ciò che dà pregnanza a quanto stanno dicendo? La rimozione, però, raggiunge il suo acme quando i non umani vengono fatti scomparire nel momento stesso in cui vengono chiamati in causa: solitamente si denuncia lo sfruttamento degli oppressi affermando che non dovrebbero essere trattati come animali.” (Massimo Filippi)

SMONTARE LA GABBIA – NICCOLÒ BERTUZZI / MARCO REGGIO

Questa raccolta di saggi si propone di fornire una panoramica su alcune nuove frontiere interpellando collettivi, gruppi, studios* e attivist* che partecipano alla ricerca teorica e alle iniziative di questa galassia estremamente eterogenea. Un testo volutamente situato e partigiano, ma attento a cogliere non solo il carattere specista delle società moderne (e dell’Italia contemporanea, in modo particolare) ma anche le criticità dello stesso movimento e delle sue numerose anime interne. L’approccio intersezionale che attraversa la raccolta di scritti si avvale delle esperienze di ricerca e attivismo che hanno saputo mettere in connessione, fra gli altri, Animal Studies, transfemminismo queer, istanze antirazziste e anticapitaliste, resistenza animale e sociologia dei movimenti per articolare un discorso antispecista schierato contro il qualunquismo di un certo animalismo di destra o comunque “spoliticizzato”. (dal sito Mimesis)

L’animalizzazione resta, infatti, uno dei metodi più efficaci di umiliazione e giustificazione dello sfruttamento ai danni degli umani, oltre a rappresentare un fastidioso e scorretto uso di retoriche denigratorie tramite l’uso delle altre specie in modalità decontestualizzata. Si pensi all’uso dell’animale come insulto sessista (“oca”, “gallina”, “cagna”), all’immaginario razzista dell’altro come animale infestante (gli ebrei come “ratti” o i moderni migranti come parassiti e invasori), alla diffamazione dell’avversario politico tramite il ricorso all’identificazione con altre specie (i “maiali”, i “porci”, i “topi di fogna” che costellano le stesse retoriche anticapitaliste). Non una questione meramente linguistica, ma lo specchio di un sistema di dominio generalizzato che, a partire dal linguaggio e fino a forme più tangibili di sfruttamento, costruisce gabbie dentro cui sono imprigionati diversi tipi di soggetti, non solamente animali.” (Marco Reggio)

SULLA CATTIVA STRADA. IL LEGAME TRA VIOLENZA SUGLI ANIMALI E QUELLA SUGLI UMANI – ANNAMARIA MANZONI

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri senzienti: da questa banale considerazione, si snoda il tema del saggio, in cui l’autrice tocca temi uniti dal comune denominatore di avere come vittime della sofferenza inflitta gli animali non umani: le crudeltà di cui loro sono oggetto non sono solo quelle frutto del sadismo individuale, ma anche tutte quelle inflitte a norma di legge nei luoghi del loro martirio: territori di caccia, macelli, laboratori di vivisezione, il dietro le quinte dei circhi. Si ricompone così il filo che unisce queste realtà a tutte le altre che hanno come vittime gli umani: territori di guerra, prigioni, ospedali psichiatrici giudiziari, metodi educativi autoritari. Il risultato è un affresco al negativo in cui diventano evidenti e innegabili le interconnessioni tra tutte le forme di violenza manifesta, legali o illegali che siano, che, come una ragnatela, si ampliano e si contagiano reciprocamente. Ma anche una possibilità di riscatto e di cambiamento, non volendo confondere ciò che è lecito con ciò che è giusto, perché l’ingiustizia resta tale anche se normata da tutte le leggi di questa terra. E con la speranza di superare il cronicizzato peccato mortale dell’esclusione degli altri animali. (dal sito Sonda)

La gravità sociale degli esiti della violenza su animali s’intuiva nei tempi antichi, dall’enunciazione stracitata di Ovidio Publio Nasone – «La crudeltà su animali è tirocinio di crudeltà verso gli uomini» -, che il medico, filosofo e teologo Albert Schweitzer riproporrà: «L’uomo non troverà la pace interiore, finché non imparerà a estendere la propria compassione a tutti gli esseri viventi»”. (Annamaria Manzoni)

UN’ETERNA TREBLINKA – CHARLES PATTERSON

Un’eterna Treblinka analizza, sulla base di un’ampia documentazione, la radice comune dello sfruttamento umano e animale, attraverso lo studio delle incredibili ma innegabili somiglianze tra il modo in cui i nazisti trattavano le loro vittime e il mondo in cui, nella società attuale, noi trattiamo gli animali. Il titolo del libro prende spunto dallo spirito degli scritti yiddish di Isaac Bashevis Singer, e specificamente da un passo del suo racconto L’uomo che scriveva lettere, in cui si dice: ” Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della crezione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno”. (dal sito Editori Riuniti)

“La Cantor ritiene che l’Olocausto sia l’espressione finale del principio di dominio che definisce il potere come potere sugli altri. Ciò che rese possibile (e alcuni potrebbero sostenere, inevitabile) l’Olocausto è il fatto che la nostra società è dominata da valori patriarcali. Gli uomini ricercano il potere dell’uno sull’ altro, sulle donne, sui bambini, sugli animali e sul mondo naturale e giustificano tutto questo sulla base dell’utilità. Sono questi i valori che hanno reso possibile l’Olocausto.” (Charles Patterson)

ANIMALI IN RIVOLTA – SARAT COLLING

Nel 2000, mentre veniva condotta al mattatoio di Brooklyn, una mucca scappò per salvarsi la vita. La fuga andò a buon fine. Anche se era previsto che Queenie, come fu poi ribattezzata, dovesse essere riportata al macello, lo sdegno sollevato attorno al caso prevalse, risparmiando alla bestia un terribile destino. Sarat Colling prende in esame le vicende degli animali fuggiti dai macelli e analizza l’impatto che queste storie hanno avuto sull’opinione pubblica. Obiettivo della ricerca è quello di comprendere le forme di resistenza degli animali e il ruolo delle loro storie nella messa in discussione delle modalità con cui gli umani, e in particolare i consumatori, prendono le distanze dalla violenza delle imprese zootecniche. (dal sito Mimesis)

(…) gli animali resistono, spiegando sulla base delle osservazioni che è molto probabile che i singoli animali possano rispondere, e di fatto rispondano, alla violenza con altra violenza. I dati raccolti dimostrano che alcuni animali possono vendicarsi e di fatto si vendicano – cosa che richiede una reazione cognitiva complessa che coinvolge la memoria, la consapevolezza di sé, la logica, il senso di sofferenza, la giustizia, la colpa e altro ancora.” (Sarat Colling)

CARNE DA MACELLO (La Politica Sessuale della Carne) – Carol J. ADAMS

Qual è il filo rosso, l’assurda interazione tra la radicata misoginia culturale della società contemporanea e la sua ossessione per la carne e la mascolinità? Questo libro, pubblicato per la prima volta negli USA nel 1990, esplora con raro acume e sottile intelligenza la relazione tra i valori patriarcali e il consumo di carne, intrecciando femminismo, veganismo e antispecismo. Lo sfruttamento degli animali è per Adams una manifestazione della brutale cultura patriarcale. Il trattamento degli animali come oggetti è parallelo e associato all’oggettivazione nella società patriarcale di donne, neri e altre minoranze sfruttate. Dietro ogni pasto di carne c’è un’assenza: la morte dell’animale, il cui posto è occupato dalla carne. Il concetto del “referente assente”, intorno a cui Adams costruisce la sua memorabile tesi, ha la funzione di mascherare la violenza insita nel mangiare carne per proteggere la coscienza del carnivoro e i suoi desideri separando l’idea del singolo animale dal suo essere fisico. (Dal sito Vanda Edizioni)

“Tutti sono oppressi (…). Tuttavia, un vuoto enorme separa queste forme di oppressione degli umani da quella degli altri animali. Non mangiamo le persone. Mangiamo gli animali. Mangiare carne è la violenza più oppressivamente ed estensivamente istituzionalizzata contro gli animali” (Carol J. Adams).

L’ANTISPECISMO SPIEGATO A MIA MAMMA – TROGLODITA TRIBE

Perché, sempre di più, sta smascherando l’ideologia del do­minio che è alla base della nostra società. Questa parola, che fino a pochi anni fa era pronunciata quasi esclusivamente negli am­bienti filosofici o, comunque, in quelli dell’attivismo più impegnato, oggi si apre diffondendosi nella vita quotidiana di tutti e tutte noi.
Questo libro cerca di spiegare l’essenza dell’antispecismo in termini chiari e semplici, ma non per questo banali o poco approfonditi. Lo abbiamo scritto pensando di rivolgerci anche alla mamma, all’amico, al collega, alla vicina… insomma, a tutti e a tutte. (dal sito Libri in Tre Gusti)

L’aspetto essenziale è quello del rispetto di alcuni diritti fondamentali. Se un animale ha dei diritti fondamentali non può più essere considerato una merce, un oggetto, un prodotto che rende denaro perché nel preciso istante in cui lo facciamo, priviamo quell’animale della sua dignità, della sua indole.” (Troglodita Tribe)

ROMANZI

ISHMAEL – DANIEL QUINN

“Maestro cerca allievo. Si richiede un sincero desiderio di salvare il mondo. Presentarsi di persona.”
È con questo enigmatico annuncio che Ishmael, un gorilla di immensa saggezza, fa la sua apparizione nella vita di un uomo come tanti, animato da un grande desiderio di conoscenza vera. Ishmael racconta al suo discepolo la storia stessa dell’uomo, non limitata entro i confini di una breve esistenza, ma estesa a tutto l’arco temporale della vita della terra.
Ishmael pone domande esistenziali al suo allievo che lo conducono a comprendere se stesso e il mito della “civiltà del progresso”, che l’uomo si racconta da millenni e che è alla base della folle corsa che lo sta portando all’autodistruzione: è destino dell’uomo governare il mondo? O c’è un destino più alto che possa portarlo a vivere in armonia con la Natura? (dal sito Ortica)

gli animali non hanno altro da fare che restare chiusi in gabbia, e in genere sono più portati a pensare che non i loro cugini in libertà. Questo dipende dal fatto che anche il più ottuso non può evitare di intuire che c’è qualcosa di sbagliato in quello stile di vita. Quando sostengo che sono
portati a pensare, non voglio dire che acquistino il raziocinio; ma, ciò nonostante, la mente della tigre che percorre nervosamente la gabbia avanti e indietro è senza dubbio assorta in qualcosa che un uomo definirebbe pensiero. E questo pensiero è una domanda: perché? Perché, perché, perché, perché, perché, perché?, chiede la tigre a se stessa ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, mentre continua il suo interminabile andirivieni dietro le sbarre. Non può
analizzare la domanda né elaborarla. Se potessimo chiederle: perché cosa?, non sarebbe in grado di rispondere. Tuttavia questa domanda brucia nella sua mente come una fiamma perenne, causandole un dolore che non si attenua fino a quando l’animale non cade in quella letargia che i guardiani riconoscono come l’irreversibile rifiuto di vivere
“. (Daniel Quinn)


LA VITA DEGLI ANIMALI – J.M. COETZEE

La sistematica, silenziosa uccisione quotidiana di milioni di animali è il peccato originale che in ogni momento si rinnova intorno a noi. Senza che peraltro venga percepito in quanto tale. Non si tratta forse di una necessità perché l’umanità sopravviva? Così dicono anche i più illuminati, svelando la rozzezza di ogni etica che riguardi esclusivamente l’uomo. Sarà pure indubbia, quella necessità. Ma l’uccisione rimane uccisione. E, se un occhio etico esiste, deve essere capace di osservarla e giudicarla.
Con questo libro Coetzee non ha inteso aggiungere nuovi argomenti alla disputa sulla crudeltà verso gli animali, che risale plausibilmente a quando, nella remota preistoria, l’uomo passò alla dieta carnivora. Da consumato narratore, ha voluto creare qualcosa di molto più efficace: una subdola, insidiosa macchina romanzesca che obblighi il lettore ad avvertire in tutta la sua enormità una questione che generalmente si preferisce accantonare. Usando a questo fine un personaggio memorabile, Elizabeth Costello, anziana e popolare romanziera che riesce a mettere in crisi tutti i sapienti accademici, a cominciare da suo figlio, professore di Fisica, in una città universitaria politically correct dove è stata invitata a parlare dei suoi libri. Con la sua voce pacata e implacabile, Elizabeth Costello parlerà invece delle vite degli animali e di come vengono maltrattate dagli uomini, così gettando i suoi ascoltatori in un insanabile imbarazzo. «Non hanno una coscienza e dunque. Dunque cosa? Dunque siamo liberi di usarli per i nostri fini? Dunque siamo liberi di ucciderli?». (dal sito Adelphi)

Vorrei tornare per l’ultima volta ai luoghi di morte che ci circondano, i macelli ai quali noi, in un massiccio sforzo comune, chiudiamo i nostri cuori. Ogni giorno ha luogo un nuovo olocausto, e tuttavia, a quanto vedo, il nostro essere morale non ne viene neppure scalfito.” (J.M.Coetzee)